
Home » Pubblicazioni > 2025 > Novembre > LA LEGGE DI BILANCIO 2026 IGNORA LE RICHIESTE DELLE PROVINCE
Il giudizio delleProvince sulla manovra economica in discussione al Parlamento è critico, perchéessa elude le richieste che come Unione delle Province Italiane avevamoavanzato al Governo e sulle quali ci aspettavamo risposte. In particolare, nonprevede le misure da noi richieste, ormai indispensabili, per risolvere lo squilibriofinanziario del comparto delle Province, che continua ad aggravarsi; nonintroduce alcun intervento di rilancio degli investimenti, interrompendo un percorsofin qui virtuoso che, grazie ai fondi PNRR, sta permettendo alle Province di realizzareun'importante opera di manutenzione, messa in sicurezza e rinnovamento del patrimoniopubblico in gestione, favorendo al contempo la crescita economica territoriale;non solo non affronta in alcun modo il nodo del rafforzamento amministrativodegli Enti, attraverso processi di riorganizzazione del personale, maaddirittura esclude le Province dalle, seppur parziali, norme previste a favoredella spesa per i contratti del personale negli enti locali, facendo gravare esclusivamentesulle casse delle Province il costo degli aumenti contrattuali. Ma soprattutto,lo squilibrio delle Province, che nel 2022 era stato attestato dallaCommissione tecnica per i Fabbisogni standard a 842 milioni, nel 2025 risultaincrementato a 928 milioni di euro.
Le nostre richieste eranoqueste:
1. Per risolvere losquilibrio finanziario di parte corrente delle Province, indotto dalle passatemanovre economiche, si chiedeva l'incremento delle risorse del Fondo per il rientrodallo squilibrio e la riduzione dei tempi di rientro, assegnando in questalegge di bilancio 2026-2028 tutte le risorse a disposizione del comparto.
2. Per consentire lariqualificazione della spesa delle Province secondo quanto indicato dalla nuovagovernance europea, si chiedeva di ridefinire il contributo di 50 milioni annuiper il triennio 2026/2028 attualmente previsto come spending review, prevedendonel'ammontare quale accantonamento obbligatorio da destinare alla spesa diinvestimento, come operato per il concorso agli obiettivi di finanza pubblica nellaLegge di bilancio 2025.
3. Per proseguire laspinta agli investimenti promossa grazie al PNRR e consolidare i risultati finqui raggiunti in termini di miglioramento, modernizzazione e messa in sicurezzadegli edifici scolastici delle scuole superiori, si chiedeva di costituire un fondotriennale 2026-2028 di 1,5 miliardi di euro, destinato agli interventi diedilizia scolastica di competenza delle Province e delle Città metropolitane,con norme e procedure che consentano agli enti di progettare e realizzare intempi certi gli interventi di propria competenza.
4. Per assicurare lapiena attuazione della normativa antincendio negli edifici scolastici dellescuole secondarie superiori si chiedeva di prevedere un fondo per le scuole superioridi competenza delle Province e delle Città metropolitane di un miliardo dieuro, da ripartire sulla base di criteri oggettivi che tengano conto dellasituazione effettiva degli edifici scolastici e, anche, dell'esigenza eventualedi collocare gli studenti durante la realizzazione dei lavori.
5. Per consentire unaefficace programmazione degli interventi di manutenzione straordinaria dellestrade provinciali, si chiedeva la revisione delle condizioni di verifica introdotte,affinché siano ridefinite sulla base di scadenze ragionevoli e coerenti con laspecificità e la complessità degli interventi gestiti dalle Province e delleCittà metropolitane, consentendo la flessibilità operativa essenziale per labuona riuscita delle opere pubbliche.
6. Per permettere larealizzazione di un monitoraggio del rischio delle gallerie insistenti sullarete viaria provinciale e la conseguente gestione degli interventi di messa in sicurezzadelle opere, si chiedeva la definizione di un fondo pluriennale che operi sutre anni e che metta a disposizione 300 milioni annui per le strade delleProvince e delle Città metropolitane.
7. Per definire un pianodi investimenti mirato a interventi sul territorio che operino a favore dellariduzione dei divari sociali, economici e infrastrutturali delle aree marginalidel Paese, si chiedeva di destinare a questo scopo parte delle risorse della presentelegge di bilancio derivanti dalla riqualificazione della spesa riferita ai fondidi coesione non utilizzati, così da mantenerne la finalità originaria, assegnandoneil coordinamento alle Province e alle Città metropolitane, per realizzare una strategiapartecipata, a sostegno delle comunità locali, definendo le priorità con iComuni del territorio e con il coinvolgimento delle forze economico- sociali.
8. Per permettere alleProvince di realizzare una riorganizzazione del personale coerente con lamissione dell'ente di istituzione chiave degli investimenti sul territorio, si chiedeval'aumento del fondo per l'armonizzazione degli oneri accessori previsto alcomma 4 dell'articolo 120 del DDL di Bilancio 2026 da 50 a 100 milioni,anticipandone la decorrenza al 2026; l'estensione dell'accesso al fondo anche aProvince e Città metropolitane, ristabilendo così equità di trattamento delcomparto degli enti locali; la nettizzazione degli oneri dei contrattinazionali di lavoro che sono stati sottoscritti successivamente all'entrata invigore del DM 11 gennaio 2022 dal calcolo delle capacità di assunzione delleProvince.
La persistente mancatasoluzione della situazione di criticità istituzionale delle Province, cheGoverno e Parlamento non sembrano più interessati a voler risolvere - néattraverso interventi di tipo strutturale e complessi, né con misure che seppurmarginali darebbero risposte mirate - lascia un vuoto nel quadro istituzionaledel Paese. Una debolezza che inficia i risultati delle strategie economiche.
Restituire alle Province un quadro certo di funzioni e di governance non serveagli amministratori locali: serve al Paese, per poter dispiegare al meglio lepolitiche economiche nei sistemi territoriali locali, a favore dei cittadini,delle imprese e delle altre istituzioni locali, a partire dai Comuni e ciòanche per gestire e superare il gap che si verificherà negli investimenti perlo sviluppo locale alla conclusione dell'attuazione del PNRR, ormai prossima.
Francesco Menna, presidente della Provincia di Chieti
Data Ultima Modifica:
18 Novembre 2025