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LA CONSIGLIERA DI PARITA'
Chi è la Consigliera di Parità
La Consigliera di Parità è nominata dal Ministero del Lavoro con la legge 125/91 e con il D.Lgs. n.196 del 23/05/2000. L'ufficio è ubicato - per legge - presso la Provincia. La figura nasce da premesse e considerazioni strettamente connotate al mercato del lavoro e tende a realizzare iniziative di promozione e di collocamento delle risorse umane, in attuazione dei principi di uguaglianza, di opportunità e non discriminazione tra uomini e donne nel lavoro. L'obiettivo dell'attività della Consigliera è quello di dare un contributo allo sviluppo ed alla crescita del territorio nel rispetto del principio di parità tra uomini e donne, principio riconosciuto sia dalla Costituzione sia dalla Carta dei Diritti dell'Unione Europea.
Intraprende ogni utile iniziativa ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per lavoratori e lavoratrici.
Promuove progetti di azioni positive attraverso l'individuazione delle risorse comunitarie, nazionali e locali e ne verifica i risultati.
Sostiene le politiche attive del lavoro sotto il profilo della promozione e delle pari opportunità.
Diffonde la conoscenza e lo scambio di buone prassi.
Sostiene le donne che intendono promuovere tentativi di conciliazione (ex art. 410 c.p.c.).
Ricorre in giudizio su delega delle lavoratrici.
Favorisce attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità.
In linea con la legge 125/91, la Consigliera mira a:
- Eliminare la disparità di cui le donne sono oggetto nella formazione scolastica e professionale, nell'accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei periodi di maternità.
- Favorire una diversa organizzazione del lavoro realizzando un maggiore equilibrio tra vita familiare e lavorativa (flessibilità, mobilità).
- Promuovere l'inserimento delle donne nei settori professionali in cui sono sottorappresentate.
- Agevolare la diversificazione delle scelte professionali delle donne attraverso l'orientamento scolastico (accesso al lavoro autonomo e alla formazione imprenditoriale).
- Incentivare tutti gli interventi formativi che favoriscano un riequilibrio del mercato del lavoro femminile (progetti di telelavoro, progetti di rimodulazione di orari di lavoro…).
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