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Provincia di Chieti - Testata per la stampa

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Il Presidente Di Giuseppantonio: "Non decido io la soppressione e l'eventuale fusione delle Province"

"Ma al mio posto Mascia avrebbe detto le stesse cose"

"Il Sindaco di Pescara, al mio posto, alle domande del giornalista Giuliano Di Tanna de Il Centro avrebbe risposto  le stesse cose. Ovvero che, volendo il Governo sopprimere la metà delle Province italiane, fra cui Pescara,  decisione che personalmente non condivido, e dovendosi realizzare un diverso assetto fra due realtà contigue al punto di compenetrarsi, come i territori provinciali di Chieti e Pescara, è nell'ordine delle cose che il capoluogo debba essere quello della Provincia che non viene soppressa, in questo caso Chieti. Qualsiasi Sindaco o Presidente di Provincia avrebbe detto le stesse cose. Ed è naturale che io auspichi una soluzione di questo tipo, anche se non toccherà a me prendere una decisione ma sarà il Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Abruzzo che delibererà riduzioni e accorpamenti. Piuttosto è sconcertante sentir parlare di vendetta. E da parte di chi, poi?".

Replica così il Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio al primo cittadino di Pescara Luigi Albore Mascia: "Premesso che in base all'art. 17 del Decreto che fissa i criteri per riduzione ed accorpamenti in Abruzzo potrebbe restare addirittura una sola Provincia, riconosco non da oggi a Pescara il ruolo di vero e proprio capoluogo e motore economico, sociale e culturale  di questa regione, né ho mai pensato di sminuire la sua storia - prosegue il Presidente Di Giuseppantonio - Credo che altrettanto si possa dire di Chieti quanto alla sua vocazione di città culturale e caratterizzata dalla presenza di numerosi uffici, oltre che da una storia ultramillenaria. Peraltro, sin dalla scorsa estate, con il collega Guerino Testa abbiamo avanzato una ipotesi di fusione dei servizi fra le due Province nell'ottica di ridurre ulteriormente le spese".

"E comunque non voglio polemizzare, credo che la mia moderazione sia nota, e mi fa francamente sorridere l'accusa di campanilismo: accetto con simpatia il libro che Mascia ha voluto donarmi, e che l'amico Licio Di Biase non mi ha mai regalato, e prometto che lo leggerò con attenzione. Per il resto, con o senza la fusione, continuerò ad occuparmi dei tanti problemi che affliggono la mia Provincia e che fra tagli e tasse rischiano solo di aggravarsi".