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Provincia di Chieti - Testata per la stampa

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Lavorazione della cera

Mappa della provincia di chieti con indicati i comuni con laboratori di lavorazione della cera

La cera è prodotta in prevalenza dagli Apidi e raccolta artigianalmente da contadini apicoltori e dunque connessa all'altro artigianato della produzione del miele, la cera prodotta infatti dall'Apis mellifera è la più pregiata e deriva dal metabolismo degli zuccheri del miele. La resa di un alveare è di circa un kg./anno e la produzione artigianale è ora stata sostituita da prodotti più economici come paraffina o ceresina, ma un tempo trovava largo impiego per la produzione di candele, torce, fiammiferi e anche mastici e lucidanti (per il settore della lavorazione del legno e del mobilio nella lucidatura a cera d'api) ma poteva essere utilizzata anche per la produzione di fiori artificiali e oggetti d'arte veri e propri oltre che trovare impiego in farmacia e cosmetica per pomate e creme.

Nell'Inventario delle robbe che sono nelli appartamenti di S.Altezza nel Palazzo D'Avalos a Vasto del 19 luglio 1706 nel descrivere il contenuto di due vetrinette si accenna espressamente ad alcuni frutti di cera che vi si trovavano insieme a due composizioni la prima raffigurante un Bambino che dorme pog­giato in una colonna, colla Croce in mano e la seconda un Bambino che riguarda il Cielo ed un Angelo che gli mostra la Croce opere entrambe del Cerasi.

La lavorazione della cera era arrivata a Vasto e Lanciano fin dal 1662 dopo che alcuni artigiani napoletani s'erano qui trasferiti impiantando botteghe in grado di produrre ceri tradizionali e di consumo comune ma anche ceri artistici d'uso però prevalentemente liturgico. La cera lancianese dava un prodotto finito di buona qualità soprattutto per il candore mentre l'incentivazione nella produzione di fiammiferi cerati è in parte certamente connessa all'avvio delle prime lavorazioni estrattive degli zolfi locali.

Lanciano alla fine del XVIII sec. utilizzava tuttavia materia prima non tanto locale quanto proveniente da Polonia, Valacchia e Dalmazia con cui vigeva un regime di intensi scambi commerciali attraverso il porto di Ortona a Mare.
Un uso ormai quasi industrializzato della lavorazione della cera si trova a Vasto nel 1895 nella fabbrica di fiammiferi di Angelo Tenore che, non a caso, produceva pure candele quest'ultime lavorate anche da altre famiglie come Muzi e Vespa. Altra piccola attività locale si trovava invece a Castelfrentano la cui cereria era ancora in funzione nel 1919.